Vicini alle persone con "Luce di speranza" - Copertina Rivista IDEA

Articolo del 26/06/2014 - Rivista IDEA

Si può chiedere qualcosa di più che il contare sulla soluzione migliore? Ebbene sì, si può. Per esempio, si può auspicare che siano fornite tante soluzioni diverse, ognuna delle quali adeguata alle esigenze di una particolare tipologia di pubblico. Certo: saper diversificare a tal punto la propria offerta non è cosa di poco conto e richiede uno sforzo ulteriore, di cui non sempre e non tutti hanno la voglia e la forza di farsi carico. Qualcuno, però, c’è.
Qualcuno che ha avuto voglia di intraprendere una vera e propria impresa nel proprio ambito lavorativo (il quale, peraltro, è tutto tranne che semplice da affronta- re), investendo per migliorare il livello del servizio, spostando l’asticella ogni volta una tacca più in alto. Inutile girarci intorno perché l’identikit è piuttosto chiaro e porta dritto all’imprenditore braidese Armando Verrua, a capo del prestigioso gruppo che opera nel settore delle onoranze funebri.


Il gruppo “Verrua” (di cui fanno parte “La Cattolica”, attiva a Bra e a Cherasco, la “Cavallotto” di Grinzane Cavour , la “Culasso” di Neive, la “Longo” di Cherasco e “L’Albese” che opera nella città delle cento torri e anche sotto la Zizzola) ha da poco inaugurato la Casa del commiato “Luce di speranza”, la quale è la dimostrazione più lampante di cosa voglia dire fornire più soluzioni in un’unica soluzione. Per chi è interessato a usufruire di un servizio tradizionale, forte però della professionalità costruita nel corso di decenni, può considerare l’apertura della nuova struttura alla stregua di un semplice cambio di sede: non più in via Guglielmo Marconi 40, bensì in via don Orione 77, sempre nella città della Zizzola.


Va detto, però, che non è un cambio di sede “alla pari”, perché la struttura di Madonna dei fiori è davvero di altissimo livello: una costruzione moderna con tanto verde, grandi spazi che garantiscono anche una maggior riserva- tezza e nessun problema di par- cheggio sono soltanto le prime considerazioni che si possono fare rispetto alla nuovissima Casa del commiato.
Chiunque si rivolga alle onoranzefunebri braidesi, quindi, viene ora accolto in un contesto davvero unico nel suo genere, che non ha solo il pregio di essere esteticamente ineccepibile, ma anche di offrire l’ambiente più confortevole possibile per essere di supporto ai familiari del defunto in un momento tanto delicato della loro esistenza.
“Luce di speranza”, però, è anche molto altro. È, come detto, una Casa del commiato, la prima in Piemonte e, con tutta probabilità, la sola in Italia a essere stata costruita in questo modo, con una cura dei dettagli che ci si aspetterebbe in ambito alberghiero e non in quello delle onoranze funebri.


Una Casa del commiato è un luogo destinato, su richiesta dei familiari, a ricevere, custodire ed esporre le salme di persone decedute in abitazioni private o in strutture sanitarie e ospedaliere. La struttura dispone di due came- re per esporre le salme, degli spazi per accogliere le persone che visitano i defunti e di una grande “sala del commiato” che contiene sino a duecento persone ed è a disposizione per le funzioni, a partire dal rosario. Spiegano Armando Verrua e il figlio Viviano: «La Casa del commiato ci permette di assicurare davvero tutte le attenzioni possibili alla persona deceduta, occupandocene in modo adeguato e in un ambiente rispettoso, in cui la nostra presenza e il nostro appoggio sono costanti. Qui non ci sono vincoli di orari comenelle strutture sanitarie od ospedaliere, le quali peraltro spesso non dispongono di spazi adeguati per ospitare le salme, dal momento che non sono costruite a tale scopo. Noi ci occupiamo di tutto, anche delle pratiche relative al trasferimento del defunto, da ogni parte del Piemonte, non solo da Bra. Quella di avvalersi o meno di questa possibilità è una libera scelta dei familiari del defunto che, in ogni caso, non ha alcun costo aggiuntivo».


Perché, secondo la filosofia di Armando Verrua e del suo staff, non si tratta di un servizio in più, ma semplicemente di un altro modo per dimostrare la propria vicinanza a chi si affida alla professionalità del gruppo “Verrua”.

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