La serietà e un requisito imprescindibile - Rivista IDEA

Articolo del 12/12/2013 Rivista IDEA

Può sembrare paradossale, ma, in un Paese come il nostro, nel quale proliferano regolamentazioni per qualsiasi cosa, spesso al limite del sopportabile, tanto da far pensare che certe volte i legislatori si siano compiaciuti nel complicare la vita dei cittadini, ci sono vuoti normativi abbastanza clamorosi i quali generano dei veri e propri far-west della concorrenza. Ne è un esempio il settore delle imprese funebri, in cui non è infrequente trovare operatori che si sono improvvisati necrofori, dal momento che nessun requisito particolare è richiesto per chi decida di intraprendere questa professione che è, allo stesso tempo, impegnativa e delicata. Nello specifico, le onoranze funebri non sono uno di quei servizi con cui si abbia a che fare con assiduità, per cui è anche difficile avere un’opinione fondata su parametri oggettivi che consentano di valutarne con serenità l’operato e il livello di serietà.


A breve, però, anche in questo ambito si farà un po’ di ordine. In alcune parti d’Italia è già stato fatto, dal momento che questo compito è stato demandato alle Regioni; in Piemonte avverrà presto. A metà del 2011, infatti, è stata approvata la legge regionale che disciplina il settore e l’anno successivo è entrato in vigore il regolamento attuativo che concedeva dodici mesi per adeguarsi alle nuove disposizioni. Successive proroghe hanno fissato l’entrata in vigore delle nuove normative per l’ormai imminente mese di gennaio.


Come sarà disciplinato il settore? Semplice: un’impresa funebre, per essere riconosciuta tale, dovrà dimostrare di possedere una serie di requisiti indispensabili. L’elenco di tali requisiti è lungo e in certi suoi aspetti di strettissimo interesse di chi opera nel settore, però alcune disposizioni avranno ricadute positive evidenti anche sugli utenti. Tra queste, si fa obbligo di disporre di una sede idonea per lo svolgimento degli incarichi e del disbrigo delle pratiche. Tutti i servizi o le pratiche dovranno essere sbrigate negli uffici, non in camera mortuaria o in altri luoghi. Occorre avere la disponibilità continuativa di un’autorimessa per i mezzi, un carro funebre, il magazzino personale con competenze, regolarmente registrati e pagati. Ogni impresa dovrà avere un direttore tecnico e almeno quattro operatori funebri o necrofori per la movimentazione dei carichi. Un aspetto molto importante consiste nel fatto che il personale dovrà essere adeguatamente formato, attraverso corsi obbligatori per tutti, che prevederanno l’esame finale per chi non operi nel settore da almeno cinque anni. Non secondario, infine, è il fatto che si sia dato il via libera alla realizzazione delle “strutture del commiato”, ovvero luoghi destinati, su richiesta dei familiari, a ricevere, custodire ed esporre le salme di persone decedute in abitazioni private o in strutture sanitarie e ospedaliere. Così l’imprenditore braidese Armando Verrua commenta le novità del settore: «La nostra è una delle ultime regioni ad adeguarsi. In Lombardia le nuove disposizioni sono in vigore dal 2004 e hanno apportato miglioramenti, funzionano insomma».


Cosa significhi da un punto di vista pratico lo si capisce bene dalle successive considerazioni di Verrua: «Con le nuove regole si pone un valido argine alla concorrenza sleale: dovendo rispettare le normative previste, non ci si potrà più avvalersi di personale improvvisato. Ci farà una selezione che renderà merito alle competenze e, in più, chi si rivolge a un’impresa funebre avrà una maggiore garanzia di ricevere un servizio di qualità».
Qualità che da sempre è la stella polare dell’operato di Armando Verrua, del figlio Viviano e del gruppo di lavoro che a loro fanno riferimento. Un’equipe che negli ultimi mesi ha cambiato anche la sua ragione sociale.
Se prima erano una galassia di più imprese di onoranze funebri (“La Cattolica”, attiva a Bra e a Cherasco, la “Cavallotto” di Grinzane Cavour che ha una sede anche a Canale, la “Culasso” di Neive, la “Longo” di Cherasco e “L’Albese” che opera nella città delle cento torri e anche sotto la Zizzola), ora tutti i marchi fanno capo a un’unica società, il gruppo “Verrua”. Un’operazione utile da più punti di vista: in primo luogo perché è immediatamente riconoscibile, poi perché rende più facile la gestione dell’attività e, infine, perché permette a chi si rivolge al servizio di onoranze del gruppo di avere sempre il miglior trattamento possibile.
Si tratta di una semplificazione, dietro alla quale c’è sempre il medesimo intento: essere vicino a chi si trova ad affrontare un momento così doloroso e che, quindi, deve sapere di potersi affidare in tutto e per tutto a chi sa svolgere con garbo e delicatezza questa delicata quanto fondamentale professione.

Scarica pdf