Concreto aiuto per essere più vicini a chi è nel dolore - Rivista IDEA

Articolo del 03/05/2012 - IDEA

La considerazione è semplice e, per certi versi, inevitabile: quando un’azienda cresce di dimensioni, si assicura un bel po’ di benefici in più, perché cambia anche la rilevanza che le viene riconosciuta da clienti, concorrenti e fornitori.

Nello stesso tempo, però, diventare “grandi” può far correre il rischio di perdere un po’ il contatto con la realtà di tutti i giorni, ovvero quella delle persone che hanno problemi ben più incalzanti del come fare ad aumentare il fatturato. Va detto, però, che non tutti cadono nell’errore e c’è anche chi dimostra di saper unire la capacità d’intervento tempestivo e puntuale del piccolo ai margini d’azione del grande.

Passando dalla teoria alla pratica, citiamo il caso di Armando Verrua, a capo di una serie di imprese di onoranze funebri (“La Cattolica”, attiva a Bra e a Che rasco, la “Cavallotto” con sede a Grinzane Cavour e a Canale, la “Culasso” di Neive, la “Longo” di Cherasco e “L’Albese” che opera nella città delle cento torri e anche sotto la Zizzola).

Quello guidato dall’imprenditore braidese è di fatto un gruppo che ha una rilevanza, numerica e non solo, di tutto rispetto nell’ambito in cui opera e che, per questo motivo, ha un certo peso specifico anche ri spetto alle trattative con i fornitori, in virtù della quale può cercare di ottenere con dizioni più favorevoli rispetto al la singola impresa, di dimensioni assai più ridotte.

Questo è solo uno dei “pro” derivanti dal fatto di poter contare su dimensioni medio-grandi, a cui però fa spesso da contraltare un dif fuso “contro”, ovvero quello di perdere un po’ il contatto con le persone e con le esigenze spicciole dei propri clienti.

L’operazione di unire “pro” a “pro” nel caso di Verrua si traduce nel tentativo, su cui si è lavorato per mesi, di far valere la forza contrattuale del gruppo con i propri fornitori per ottenere delle agevolazioni atte a favorire i clienti.

In un momento di crisi generale, infatti, il costo di un servizio funebre rappresenta una spesa non di poco conto. Ecco allora che, dimostrando la consueta sensibilità, Armando Verrua si è ingegnato nel trovare un modo per venire incontro a chi si avvale del servizio da lui offerto.

Ovvio che in questo settore non si possano fare promozioni da supermercato, sulla stregua del “3x2” o delle offerte last minute (come pure, anche se pare assurdo, qualcuno, specie nel capoluogo della regione, si azzarda a proporre), perché non va mai dimenticato che non si ha a che fare con una merce qualunque, bensì con il dolore di persone a cui è venuto a mancare un proprio caro.

L’idea di Verrua, quindi, è stata quella di lavorare per stringere accordi con i diversi fornitori, al fine di cal mierare i prezzi e di comprendere, nel costo complessivo del servizio funebre, anche la foto ceramica e l’iscrizione della lapide. Il che si gnifica qualche centinaio in me no di euro da sborsare e la consapevolezza che c’è chi, pur espandendo i propri orizzonti, non soltanto non ha perso il contatto.

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