LA CAPACITA' DI TRACCIARE NUOVE STRADE - Rivista IDEA

Articolo del 17-11-2011 - IDEA

Ognuno di noi ha un colore prediletto, un abito a cui è affezionato in modo particolare, una canzone preferita, un film che rivede almeno una volta l’anno... La lista potrebbe continuare a lungo, ma di rado arriva ad associare a una persona una frase che le calzi a pennello. Eppure, almeno in alcuni casi, il compito non sarebbe nemmeno tanto difficile. Per l’imprenditore braidese Armando Verrua, per esempio, una citazione che bene ne rappresenta lo spirito è del poeta indiano Tagore: «Nei sentieri già tracciati io mi perdo».

Già, perché nel corso di questi anni alla guida del gruppo a cui fanno capo “La Cattolica”, attiva a Bra e a Cherasco, la “Cavallotto” con sede a Grinzane Cavour e a Canale, la “Culasso” di Neive, la “Longo” di Cherasco e “L’Albese” che opera nella città delle cento torri e anche sotto la Zizzola, Armando Verrua ha dimostrato di avere spirito e ingegno per aprire nuove vie. Anche perché nei sentieri già tracciati perderebbe in primo luogo il suo entusiasmo, vero motore di un modo di lavorare vincente che, unito a una professionalità inappuntabile, permette a lui e al suo staff di fare la differenza. Una differenza che è particolarmente faticosa da ottenere, poiché, quando la propria attività consiste nel farsi carico di tutte incombenze legate alla perdita di una persona cara, far bene il necessario è già una gran cosa. Ma a chi “si perde nei sentieri già tracciati” questo non può bastare, perché, se si guarda intorno, vede opportunità non sfruttate e in grado di far fare un salto di qualità al servizio offerto. Quel “guardarsi intorno” si traduce, in questo caso, nel constatare la crescente importanza che internet ha assunto nella vita di ognuno di noi e trovare il modo di utilizzarli per segnare un nuovo corso anche nel campo delle onoranze funebri. Non per niente, ormai da anni, il gruppo di Armando Verrua mette a disposizione la “bacheca virtuale”: come per il materiale cartaceo, sui siti delle imprese si trova uno spazio in cui vengono riportati in formato elettronico i manifesti con l’annuncio dei decessi e i ringraziamenti. Il servizio è pensato per rendere più facile il reperimento delle informazioni e far sì che anche chi non ha modo di guardare le affissioni possa sapere. Ancora prima, era stato attivato l’“aldilà virtuale”, in cui poter lasciare un messaggio in ricordo del proprio caro defunto.

Il terzo passo “virtuale” è il classico “uovo di Colombo”, ovvero una trovata a cui tutti potevano pensare, ma a cui nessuno era ancora giunto. Lo spiega Armando Verrua in persona: «Perché i familiari di un defunto devono essere costretti ad avere l’unica opzione del ricordino tradizionale, che da una parte limita la possibilità di personalizzazione e richiede un lavoro aggiuntivo per loro, che devono scrivere gli indirizzi sulla busta, affrancare e spedire o consegnare, e dall’altra ha dei costi non irrilevanti? Da tale considerazione prende le mosse la rivoluzione lanciata in queste settimane: il ricordino elettronico. «Ormai la maggioranza delle persone ha un indirizzo e-mail utilizzato con regolarità, quindi si può sfruttare questo canale per inviare un ricordino (in cui, esattamente come per il cartaceo, sono riportate la foto del defunto, una frase di ricordo o una preghiera e l’indicazione della data e del luogo in cui sarà celebrata la Messa di trigesima, ndr) senza che ci siano limitazioni grafiche o di spazio e, non meno importante, permettendo a chi lo riceve di archiviarlo sul proprio computer, con il vantaggio di averlo sempre a portata di mano, senza il rischio di confinarlo (e perderlo) in un cassetto».

Questa soluzione, peraltro, permette un significativo risparmio economico, visto che non ci sono costi fissi. Basta fornire all’impresa di onoranze funebri una lista di indirizzi di posta elettronica e concordare il contenuto del “ricordino”. Poi saranno Armando Verrua e il suo staff a occuparsi di inviare il tutto. Naturalmente tale opzione non si sostituisce al cartaceo, ma si affianca a esso, dando la possibilità di utilizzare insieme le due soluzioni. Si tratta, in pratica, di un modo funzionale per piegare le nuove tecnologie alle proprie esigenze. D’altronde su internet si naviga, dunque le rotte sono infinite: non c’è posto migliore per tracciare nuove vie!

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